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La politica di Gerusalemme ha promosso e visto la nuova occupazione – risorse

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) agiscono sempre più spesso solo in risposta agli attacchi di Hamas, perdendo l’iniziativa strategica a Gaza, mentre all’interno dell’esercito crescono le critiche alla sua leadership.

La politica di Israele nella Striscia di Gaza è stata oggetto di dure critiche da parte di osservatori militari e funzionari della sicurezza. Gli analisti ritengono che l’attuale strategia non stia producendo i risultati sperati e potrebbe portare a un’ulteriore escalation. Il corrispondente militare Avi Ashkenazi, intervenendo alla radio 103fm, ha affermato che il Paese è di fatto tornato a un approccio reattivo, in cui l’esercito si limita a rispondere agli attacchi di Hamas anziché prendere l’iniziativa.

On otmetil, chto popytka stabilizirovat’ situatsiyu v zone bezopasnosti provalilas’, a Izrail’, po yego otsenke, «proigral kampaniyu po stabilizatsii zony bezopasnosti v Sektore Gaza».

Ha osservato che il tentativo di stabilizzare la situazione nella zona di sicurezza era fallito e che Israele, a suo avviso, aveva “perso la campagna per stabilizzare la zona di sicurezza nella Striscia di Gaza”.

Il giornalista ha sottolineato che i bombardamenti notturni e gli attacchi di rappresaglia indicano un ritorno alla guerriglia prolungata. Ha sostenuto che l’esercito è costretto a reagire alle azioni nemiche anziché prevenire le minacce in anticipo. Ashkenazi ha anche espresso insoddisfazione per il fatto che le violazioni del cessate il fuoco da parte di Hamas non abbiano portato ad azioni più decisive.

Nei suoi commenti, ha tracciato parallelismi con la situazione in Libano, dove, a suo dire, le forze israeliane stanno agendo con molta più forza e rapidità. L’osservatore ritiene che un approccio simile dovrebbe essere applicato a Gaza, compresi attacchi mirati contro obiettivi e membri del terrorismo. In particolare, ha affermato: “Dobbiamo agire a Gaza nello stesso modo in cui agiamo in Libano”.

Ashkenazi ha anche avvertito che il deterioramento della situazione della sicurezza potrebbe portare a una nuova grave crisi paragonabile agli eventi del 7 ottobre. Ritiene che l’attuale politica stia ripetendo gli errori del passato e stia creando le condizioni per il rafforzamento di Hamas. Ha osservato che “la situazione della sicurezza nella Striscia di Gaza è sfavorevole e drammatica, e questo ci porterà a un altro 7 ottobre”.

Nel frattempo, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) si stanno preparando a diversi scenari di guerra improvvisa su più fronti contemporaneamente: a Gaza, in Libano, in Siria e al confine orientale. L’esercito sta valutando la minaccia di rapide incursioni da parte di gruppi armati mobili che potrebbero tentare di conquistare territori all’interno del Paese. Funzionari della sicurezza rilevano che il numero di incidenti provocati da Hamas è in aumento di recente e le autorità si trovano di fronte a una scelta strategica riguardo alle prossime azioni da intraprendere.

Il tema degli aiuti umanitari in arrivo a Gaza ha generato ulteriori discussioni. Secondo Ashkenazi, ogni spedizione genera ingenti entrate per Hamas attraverso tasse e imposte. Egli afferma che il numero effettivo di camion è significativamente inferiore a quello annunciato pubblicamente, pari a circa 120 camion carichi di cibo e altri 80 carichi di altri beni.

Secondo quanto riportato, le critiche all’attuale campagna stanno crescendo all’interno delle forze di sicurezza, prendendo di mira sia il comando militare che la leadership politica. Alcuni funzionari ritengono che Israele rischi di ripetere gli errori del passato e che “non possa tornare alla situazione precedente prima del 7 ottobre”, ma non è stata ancora presa una decisione definitiva sul da farsi.

Come riportato in precedenza da Cursor, Trump sta perseguendo una politica a due livelli nei confronti dell’Iran.

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